QUATTRO CHIACCHIERE CON FEDERICO PIREDDU

federico-pireddu-in-azione-foto-di-alessandro-sanna

Emergenza Corona virus: #iorestoacasa

 QUATTRO CHIACCHIERE CON FEDERICO PIREDDU 

«Mi alleno, studio e aspetto di tornare ala normalità. Anche in campo»

Sassari, 02 maggio 2020

pireddu-foto-di-alessandro-sanna

Federico Pireddu, difensore del Sassari calcio Latte Dolce: «L’ultimo ricordo che ho del calcio giocato? Sicuramente quello legato all’impresa compiuta a Torre del Greco, al successo sulla capolista Turris. Forse è anche il più bello dell’intera stagione: rivivo quel match come fosse ieri,  sento quella forte emozione che univa la squadra, lo staff e la società. In questo momento ciò che mi manca di più del calcio, come penso a tutti d’altronde, è scendere in campo la domenica per sudare la maglia, giocare per conquistare la vittoria e poi godersela a fine partita. Ma mi mancano anche le piccole cose, come ritrovarsi il martedì all’allenamento, scambiare due chiacchiere con i compagni e lavorare sul campo. Spero di riprendere presto la nostra routine, posto che dopo il diffondersi del virus e le conseguenze che ha causato, era necessario fare dei sacrifici per far sì che le cose andassero meglio. Tutti noi abbiamo seguito le direttive date, siamo rimasti a casa per limitare la crescita del contagio. Sembra che ci sia un miglioramento, ma dobbiamo essere consapevoli che non è finita e non è ancora arrivato il momento di abbassare la guardia. Continueremo a fare responsabilmente la nostra parte, per il bene nostro e per il bene di tutti. La mia giornata tipo in quarantena? Ogni giorno è uguale agli altri nel programma: mattina sveglia presto, colazione e lezioni universitarie online di Scienze Motorie. Poi pranzo e guardò un po’ di tv per staccare. Se sono previste continuo a seguire le lezioni anche al pomeriggio, verso le cinque  dopo aver fatto merenda parto con l’allenamento. Doccia rinfrescante, cena e un po’ di relax magari con qualche partita alla play prima di andare a letto. Musica? Ascolto di tutto, non c’è un genere che preferisco. Dipende molto dal mio umore: solitamente però sento musica allegra, le hit del momento. Invece non sono un grande fan delle serie televisive, non riesco mai a concluderle anche se ho visto quelle più blasonate, tipo La Casa di Carta. Come detto mi alleno ogni giorno, anche perché stare sempre sul divano è davvero impossibile. Fortunatamente abitando in campagna ho la possibilità di lavorare all’aperto con gli esercizi che il prof ci manda in collaborazione con lo staff. E con il pallone, che non deve mai mancare. Con la squadra siamo sempre in contatto tramite il gruppo whatsapp, ci sentiamo spesso. Se mi guardo indietro personalmente penso che la nostra sia stata un’ottima stagione, nonostante alcuni alti e bassi di cui siamo consapevoli. Non è facile né soprattutto scontato restare sempre lì nelle prime posizioni e dare filo da torcere alle grandi che abbiamo incontrato. Sappiamo che si può sempre fare di più, qualcosa che a volte probabilmente ci è mancato la domenica, ma siamo ugualmente orgogliosi del nostro cammino perché è stato frutto del nostro impegno e del nostro sacrificio. Quando tutto sarà passato? Ovviamente penserò a ritrovare gli amici e tutte le persone che non ho potuto vedere in questi mesi, a respirare un po’ di libertà e poi mi auguro di riprendere a vivere con normalità il più presto possibile. Tornare nella normalità, anche sul campo»