QUATTRO CHIACCHIERE CON DANIELE BIANCHI

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Sassari Latte Dolce: domenica al Vanni Sanna la sfida all’Avellino

 QUATTRO CHIACCHIERE CON DANIELE BIANCHI 

«L’Avellino? Una grande, un piacere sfidarla e provare a batterla»

Sassari, 15 febbraio 2019

Il Sassari calcio Latte Dolce, stoppato ad Anagni nell’ultimo match di campionato (1-0), si scrolla di dosso la polvere della caduta, prende la rincorsa, rimonta in sella e già spinge veloce sui pedali verso il prossimo Gran Premio della Montagna. 

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Non c’è tempo per leccarsi le ferite ma, soprattutto, non ci sono ferite da curare: c’è una partita giocata non al top e persa contro un avversario di  rispetto; e c’è la consapevolezza che quanto di buono è stato fatto sino ad ora – frutto del lavoro, della passione e dell’approccio che il club, nel suo insieme, ha avuto alla stagione – non può essere annebbiato da un ko. Tutti vogliono dare il massimo, ma senza pressioni, tensioni e tossine che non appartengono alla realtà biancoceleste.

Pr questo, rientrata sull’Isola già mercoledì sera, da ieri la squadra di mister Stefano Udassi è tornata a lavorare sul campo. Certamente arrabbiata per la sconfitta. Certamente decisa a riscattare la prestazione offerta oltre Tirreno. Sicuramente, e come sempre del resto, consapevole delle sue possibilità e potenzialità. Ancora di più, forse, in vista di un appuntamento che per storia e blasone dell’avversario ha un fascino particolare. A Sassari arriva infatti l’Avellino, grande decaduta con trascorsi d’A decisa a risalire la china: formazione ambiziosa e programmata per il gran salto.

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All’esperto centrocampista sassarese Daniele Bianchi, uno dei pilastri della mediana e del gruppo del Sassari calcio Latte Dolce, il compito di fare il punto della situazione in casa biancoceleste a due giorni dalla sconfitta subita sul campo del Città di Anagni e con lo sguardo già rivolto al prossimo impegno di campionato, la sfida di domenica (ore 15) ai lupi d’Irpinia dell’Avellino:

«Che valore ha la sconfitta di Anagni? Il valore di chi sa che la sconfitta fa parte del calcio: c’è rabbia ma bisogna saperla gestire, così come accade per la gioia dopo le vittorie. Noi valutiamo il nostro percorso di crescita, e l’equilibrio fa parte del nostro essere: queste sono le indicazioni della società e dello staff, noi siamo contenti di dover pensare solamente a preparare al meglio la prossima partita. Ora abbiamo la possibilità di tornare immediatamente a giocare, di giocare una partita stimolante, addirittura contro l’Avellino che, oggettivamente, non appartiene storicamente a questa categoria. Il gruppo, a mio modo di vedere, deve solamente continuare a lavorare con la solita cultura del lavoro e la solita dedizione, quella che ci ha portato a stare meritatamente dove siamo. Per farlo come detto sopra, oltre a tutta la qualità e le potenzialità del caso, serve equilibrio per dare seguito al nostro, sino a qui ottimo, percorso. La serenità che ci contraddistingue è frutto del lavoro quotidiano, è ciò che ci ha permesso di non avere mai l’acqua alla gola, di raggiungere l’obiettivo stagionale già a gennaio e poter quindi affrontare le restanti gare con lucidità. Ma mi preme rimarcare che tutto è stato costruito pezzo per pezzo e passo dopo passo: questa serenità l’abbiamo guadagnata lavorando in un certo modo dall’inizio della stagione. Il Sassari Latte Dolce? Siamo protagonisti di un percorso in crescendo, frutto di un grande lavoro da parte di tutte le componenti della società, nessuna esclusa. Ma è un percorso che non ha una fine, ce lo ripetiamo da inizio stagione: ragioniamo step by step, i bilanci si faranno alla fine. Quanta fame abbiamo ancora? Un percorso di crescita richiede che ci sia da parte degli attori sulla scena lo stesso atteggiamento dal primo giorno di ritiro sino all’ultimo allenamento stagionale prima del rompete le righe. Non è facile, ma abbiamo in rosa tanti ragazzi giovani e i cosiddetti “grandi” sanno che bisogna dimostrare sempre qualcosa. Questo gruppo ha un’ottima cultura del lavoro e questa è la direzione intrapresa: pensare di aver già fatto qualcosa di risolutivo è idea che non mi sfiora nemmeno, so quali sono le qualità e l potenzialità dei miei compagni. Il match di domenica? Una partita contro una squadra che ha fatto la storia del calcio italiano, e che sino a maggio militava in serie B. Una partita che non ha bisogno di essere caricata ulteriormente, è stimolante e dobbiamo essere contenti di poterla giocare. Seguiamo le direttive del nostro staff, la prepariamo come tutte quelle già affrontate. Ripeto, dobbiamo viverla con entusiasmo, contenti di poter disputare una bel match contro un’ottima squadra, senza trasformare il loro passato in un fardello. Tornando ai lupi di Irpinia, la squadra è partita in ritardo, hanno avuto qualche difficoltà a inizio campionato, rinnovato la rosa e cambiato guida tecnica innestando giocatori importanti e valorizzando individualità comunque già presenti in rosa. Ad oggi è una delle candidate al titolo, ha trovato una buona quadratura e sarà in ballo sino alla fine nella lotta al gran salto. A noi l’obbligo e il piacere di provare a fare meglio di loro sul campo».