PALLA AL PRESIDENTE ROBERTO FRESU

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Domenica ad Albalonga, fra presente, passato e futuro

 PALLA AL PRESIDENTE ROBERTO FRESU 

Bilancio di metà stagione, o poco più per il massimo dirigente biancoceleste: 

«Siamo certamente orgogliosi della squadra ma guai ad accontentarci della salvezza raggiunta»

Sassari, 01 febbraio 2019

Il Sassari calcio Latte Dolce si prepara ad una nuova sfida. Una gara difficile, come ogni partita lo è al fischio d’inizio. Da giocare contro un avversario tosto e per nulla arrendevole, come dicono prestazioni e classifica  non certo le frasi fatte. A caccia del miglior risultato possibile, come è nel dna di chi fa sport e gioca a calcio e come sempre fatto da ogni singola pedina del team biancoceleste allenato da mister Stefano Udassi. Come sempre fatto in questo primo scorcio di campionato.

Il presente dice che si gioca in trasferta, contro l’Albalonga, formazione d’ambizione e qualità che va rispettata, non va sottovalutata ma va affrontata con il giusto piglio. Il Sassari calcio Latte Dolce da par suo continua la sua corsa. Il recente passato dice che ogni punto conquistato ha peso specifico differente ma pesa tanto nell’economia stagionale. Il futuro più prossimo dice che confermata la categoria, ora bisogna continuare a correre: perché se è vero che in casa biancoceleste non si fanno mai proclami è vero anche che nessuno si pone dei limiti.

Al presidente del club Roberto Fresu, presenza attenta e partecipe assieme all’intera dirigenza al fianco del Sassari calcio Latte Dolce, il compito di fare il punto della situazione in casa sassarese a due giorni dal prossimo impegno di campionato, in trasferta sul campo dell’Albalonga, ed in rapporto all’esperienza vissuta nel girone di andata e in queste prime gare del girone di ritorno:

«Se nel mese di luglio avessimo anche solo pensato di essere oggi al terzo posto in classifica, davanti a squadre importanti, titolate e candidate alla vittoria del campionato, ci avrebbero preso per matti. Di sicuro non ci avrebbe scommesso nessuno.  Non dimentichiamo che, pur mantenendo una buona intelaiatura di squadra, avevamo fatto grossi cambiamenti rispetto alla scorsa stagione.  Cambiare guida tecnica e l’intero staff tecnico non è mai semplice. Ma eravamo convinti che Stefano Udassi poteva essere l’uomo giusto al momento giusto: è riuscito a far sì che le principali componenti di una squadra, vedi il gruppo, le qualità dei singoli e la voglia di lottare sempre ovunque e contro qualunque avversario, si miscelassero ad hoc portando ad ottenere risultati che sono sotto gli occhi di tutti. La società, nel suo intero, è ampiamente soddisfatta del lavoro svolto. Oggi quasi quasi si pretende che questa squadra debba sempre vincere, ma dimentichiamo che il girone di ritorno ha consegnato a tutti tutto un altro campionato nel quale ogni formazione insegue obbiettivi per loro natura diversi. Non possiamo dare per scontato nessuna partita, perché da qui alla fine saranno sempre tutte tirate sino all’ultimo secondo: a volte e più facile portare a casa il risultato altre meno. Da sottolineare il fatto che mai come in questa stagione il campo del Vanni Sanna ci sta penalizzando oltre modo. E temo che sarà sempre peggio, perché il terreno di gioco non regge più il peso legato all’attività di due squadre, complice sicuramente la non perfetta manutenzione del manto erboso.  Una squadra tecnica come la nostra è ampiamente penalizzata da una situazione del genere. Nessun alibi, anche perché non necessario, ma semplice constatazione. Anche alla luce degli ultimi risultati ottenuti posso dire con assoluta certezza che la squadra non attraversa alcuna crisi del goal né d’altro genere: abbiamo pareggiato due gare per 0-0, senza subire reti e dando comunque ulteriore linfa alla nostra classifica. Gare che, come domenica scorsa, si potevano incanalare su un binario differente sin dalle prime battute. Ma questo è il calcio, e non dimentichiamo che il Ladispoli vinceva in casa della capolista Lanusei perdendo il match solo nel finale con tanto di calcio di rigore sbagliato a tempo scaduto. I numeri dicono che la nostra squadra e la meno perforata del torneo con 15 reti subite, ha perso sino ad ora 2 sole gare dall’inizio della stagione ed in turno positivo da 8 giornate. Una stagione in cui la serie D parla ogliastrino: gli amici di Lanusei erano partiti per fare un campionato tranquillo e si trovano meritatamente al primo posto.  Siamo orgogliosi che nelle prime posizioni ci siano delle squadre sarde, siamo felici di esserci ma guai ad accontentarci di aver raggiunto la salvezza, traguardo raggiunto mantenendo sempre un atteggiamento prudente e rispettoso di tutti. Oggi siamo ad un bivio: i ragazzi sanno che le partite iniziano ad essere “pesanti” e devono essere affrontate con massima concentrazione. A questo punto serve alzare l’asticella, dobbiamo provare a dare ancora di più a fare ancora meglio e i più giovani non devono mai avere la paura di chiamare palla e provare la giocata come avviene spesso in allenamento. Noi crediamo in loro e sappiamo quanto valgono: possono essere gli artefici di un qualcosa di bello e di importante. La matematica e il calcio dicono che non è impossibile recuperare punti a chi ci sta davanti, anche se chi sta davanti non sbaglia un colpo e chi insegue è agguerrito, attrezzato e non molla la presa. Sappiamo che i fattori sono tanti, ma è giunto il momento di ingranare un’altra marcia. Senza fare pressioni o creare tensioni, consci che tutto è possibile se si hanno giocatori come i nostri intelligenti e pronti a mettersi a disposizione. Noi abbiamo giocatori validi, disponibili e capaci di leggere le situazioni: non a caso i risultati arrivano con continuità, frutto di partite ottimamente interpretate e di altre in cui ti devi accontentare. Guardiamo avanti  senza avere paura di cali di tensione che comunque non devono arrivare. Guardare a chi sta davanti, invece, per ora non ha senso e servirebbe  soltanto a distrarci. Ci sono ancora partite e scontri diretti in cui potremo dire la nostra. Vorrei però pensare anche al futuro. Questa stagione ci porta a programmare al meglio la prossima stagione. Partiamo con la serenità data dalla volontà di portare avanti il nostro progetto.  Il calcio a Sassari cresce e può crescere, dimostrazione del fatto che la programmazione, se fatta con la testa, paga sempre. A riguardo, puntiamo a realizzare una struttura di livello in via Leoncavallo: in questo momento il tutto è al vaglio della Lega Nazionale Dilettanti a Roma. Sassari può avere una cittadella sportiva importante da mettere a disposizione di tutti e in funzione di tutte le sinergie che si possono attivare. Non dimentichiamo il progetto della Quarta Categoria, e non dimentichiamo che il Settore Giovanile sarà sempre più curato e supportato. Sassari ha fame di grande calcio, in generale l’intera città spinge perché la dimensione dei protagonisti in campo nelle varie discipline sportive cresca in maniera esponenziale. Abbiamo sicuramente tanto da imparare dal basket, sport nel quale programmazione e serietà hanno portato la nostra città molto in alto. Noi ci siamo oggi e ci saremo anche in futuro, aperti a tutte quelle dinamiche utili alla crescita del calcio in generale e dello sport cittadino».