MISTER UDASSI PRESENTA LA SFIDA DI COPPA ALLA TORRES

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Domenica al Vanni Sanna si gioca la stracittadina di Coppa Italia

STEFANO UDASSI PRESENTA LA SFIDA ALLA TORRES

Il tecnico del Sassari calcio Latte Dolce: «Giochiamo a calcio, siamo dei professionisti e vogliamo battere il nostro avversario»

Sassari, 17 agosto 2018 

Il Sassari calcio Latte Dolce si prepara alla sua prima uscita ufficiale della stagione calcistica 2018-’19. Dopo tre settimane trascorse a rimettere in moto gambe e polmoni, ad amalgamare un gruppo sempre più pronto a diventare squadra e a lavorare su muscoli, tecnica e tattica per non farsi trovare impreparati all’appuntamento con il calcio giocato, è venuto il momento della prima campanella. Pardon, del primo fischio d’inizio.

Si gioca a Sassari, sull’erba dello stadio Vanni Sanna. Si gioca per il turno preliminare di Coppa Italia dilettanti. Si gioca domenica prossima alle ore 18 – orario posticipato rispetto a quello inizialmente previsto – e si gioca una stracittadina, quella fra la Torres padrona di casa per tabellone e il Sassari calcio Latte Dolce di mister Stefano Udassi, che proprio da attaccante del team rossoblù ha scritto importanti pagine della sua carriera da giocatore. 

Non è la prima volta che Stefano Udassi affronta il suo passato da avversario, sono i cicli del calcio, è il calcio stesso che disegna trame a fitto intreccio. Il presente è la partita di coppa, chi vince accede al turno successivo della competizione. Non servono tensioni o pressioni, serve la giusta concentrazione utile a giocare una gara secca senza è appello. Al tecnico biancoceleste il compito di presentare la sfida ai rossoblù:

«I ragazzi stanno bene, sono in forma, l’approccio è quello giusto. Stiamo lavorando molto moto bene, con entusiasmo e professionalità. Ci mettono la giusta passione, hanno il giusto animo. Diciamo però che, quando il gioco si fa duro, quando si gioca per un obiettivo stagionale, le parole vanno a diradarsi e i risultati iniziano a contare. Costruire un buon punto di partenza però è fondamentale, e gettare delle buone basi è uno degli obiettivi che un tecnico, una società e un gruppo di giocatori non può non avere come priorità. La sfida alla Torres? Tutti conoscono la mia storia, il mio rapporto con la Torres, la sua tifoseria e la sua storia. Nessuno lo mette ne potrà mai metterlo in discussione. Io però, da giocatore ieri e da allenatore oggi, sono un professionista. Sono un professionista che lavora per il Sassari calcio Latte Dolce, e vuole farlo al meglio. Chiaro che è una gara dal sapore diverso dalle altre, ma non è questo il punto. I ragazzi dovranno essere tutti molto concentrati, perché si troveranno davanti un avversario da battere: l’obiettivo è quello, perché giochiamo a calcio, siamo professionisti e come tali vogliamo battere i nostri avversari. Io ho l’abitudine di tenere lo sguardo proiettato sul mio lavoro e sul lavoro dei ragazzi. Ogni gara da oggi in poi è importante, ma perché ogni stagione di calcio ha la sua importanza: ok le motivazioni e la giusta tensione, che però non deve mai sfociare in altro. In settimana prepariamo le gare in maniera certosina, ma dicendoci sempre: massimo rispetto per le squadre avversarie, massima umiltà e al contempo grande consapevolezza delle nostre forze. Anche gli altri devono preoccuparsi di noi, abbiamo qualità e soprattutto coscienza del lavoro che svolgiamo in allenamento, lo stesso che ci porterà si spera a cogliere frutti e soddisfazione la domenica. Se hai lavorato bene, nulla ti è precluso. Se lavoriamo bene, nulla ci sarà precluso. Tutti i miei ragazzi devono sentirsi ed essere assolutamente protagonisti, perché sono parte integrante del nostro gruppo gruppo. Tutti si devono sentire leader: se l’atteggiamento è questo, nulla è precluso. Questo al di là del talento, che ognuno deve mettere a disposizione del gruppo stesso. Fa parte del gioco, se vuoi essere parte di un gruppo dalla mentalità vincente devi adattarti alle situazioni, sacrificarti, sudare, gioire, mordere il freno se occorre. Io e il mio staff abbiamo l’opportunità di avere due giocatori per ruolo, fra grandi e fuori quota. Questo ci permette di fare allenamenti di alto livello e ad alta intensità. Questo però significa che c’è da sudare per conquistarsi un posto: tutti lo sanno, e rispondono bene allo stimolo. Ancora non è iniziato il campionato, arriverà il momento in cui dovrò fare delle scelte: chi gioca di più sarà contento, chi gioca meno lo sarà di meno. Toccherà a me e allo staff tenere costantemente tutti sul pezzo, perché la chance non mancherà, basta guadagnarsela. Con i ragazzi io mantengo sempre un rapporto franco e schietto, sanno come la penso e hanno piacere di vivere in un gruppo come quello che stiamo costruendo, assieme».