PALLA A MISTER STEFANO UDASSI

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Domani il team biancoceleste lascia Valledoria e torna a Sassari 

PALLA A MISTER STEFANO UDASSI

«Siamo sul pezzo. Lavoriamo per costruire un gruppo unito che possa diventare squadra»

Sassari, 31 luglio 2018 

Lo dicono i suoi giocatori e lo dice la dirigenza biancoceleste. Lo dice il lavoro che quotidianamente da oltre una settimana svolge assieme alla squadra in quel di Valledoria: Stefano Udassi è un punto di riferimento, dentro e fuori dal campo. Un professionista serio che suo suo essere stato grande professionista in campo ha costruito poi la sua carriera da allenatore. Carriera che lo ha portato sino alla serie D, alla quarta serie italiana, categoria che si prepara ad affrontare con il suo Sassari calcio Latte Dolce.

Intanto la squadra continua a lavorare sul campo e, sino a domani, resterà in Bassa Valle. Domani mattina ultimo allenamento del ritiro, quindi il ritorno in città, a Sassari, e un pomeriggio libero utile a scaricare e a sistemare un po’ di cose. Giovedì doppia seduta. Venerdì mattina allenamento con visite mediche al pomeriggio. Nel weekend invece, oltre al lavoro in programma, si punta a disputare una amichevole. Di seguito una prima analisi del tecnico a poco più di una settimana dall’inizio della preparazione pre campionato:

«Ragazzi e dirigenza sono contenti del lavoro svolto sino ad ora? Vuole dire che siamo tutti sul pezzo, e parlo di staff tecnico, dirigenti e giocatori. Questo è molto positivo. C’è grandissima partecipazione e disponibilità da parte degli atleti, e questo è tanta roba. Il lavoro che stiamo potando avanti è stimolanti per tutti, stiamo preparando una stagione che sarà importante per tutti, e questi ragazzi stanno lavorando in modo da farsi trovare pronti a questa sfida, complessa e affascinante allo stesso tempo. Dovremo diventare una squadra e ci stiamo lavorando. Ci vuole pazienza, ma non troppa, ma ci sono anche i giusti presupposti perché si riesca a formare un gruppo unito che si vuole bene, e si rispetta senza alcuna distinzione. La mentalità si costruisce dentro lo spogliatoio, si costruisce vivendo tutti insieme. Questo processo lo vedo in atto tutti i giorni: vedo giocatori che stanno bene insieme e che così facendo costruiscono quella base forte su cui io punto molto. Quando hai un gruppo solido e compatto, in campo si vede la differenza. Intanto, chiaramente, proseguiamo con massimo impegno a lavorare in campo. Lo facciamo con competenza e massima professionalità, speriamo di vedere quanto prima i frutti del lavoro svolto. Grandi e giovani? I grandi sono un esempio e devono essere uno stimolo, sono professionisti straordinari e persone umanamente di grande livello. I giovani devono ascoltare ma devono anche essere capaci di prendere in mano la situazione, ne abbiamo bisogno. Hanno personalità, sanno giocare a calcio, sono persone in gamba, come detto sanno ascoltare ma devono sapere che ci vuole piglio per affrontare un campionato impegnativo come la serie D. Tutti però sono molto disponibili, tutti però hanno voglia di confrontarsi e imparare, la via è quella giusta».