QUATTRO CHIACCHIERE CON GIACOMO DEMARTIS

Demartis in azione foto Alessandro Sanna

Quinta giornata di ritorno 2017-’18, la ripresa

  QUATTRO CHIACCHIERE CON GIACOMO DEMARTIS 

«Aspettavo da tanto questo gol, contento per me e la squadra. A Ostia per giocarcela»

Sassari, 05 febbraio 2017

Il Sassari calcio Latte Dolce si scrolla di dosso il fastidio maturato dopo la sconfitta di Budoni subita in rimonta e, proprio in rimonta, batte al Vanni Sanna il lanciatissimo e ambizioso Cassino regalandosi un successo di forma e sostanza che fa morale, fa gruppo e fa classifica. La squadra ha reagito alla difficoltà, non si è lasciata abbattere dallo svantaggio, dalle due traverse colpite e dagli episodi. L’urlo liberatorio di Giacomo Demartis, in gol al termine di una bella azione corale, è la fotografia di un match vinto di voglia e di carattere contro un avversario venuto a Sassari deciso a non perdere, pronto a vincere. E invece nonostante lo 0-1 i biancocelesti di mister Massimiliano Paba non si sono fatti schiacciare dagli spettri e dallo svantaggio. Di Marco Cabeccia la rete decisiva, ciliegina su una torta che, a fine gara, si è rivelata dolcissima. Nessuna distrazione però, perché la zona calda è ancora troppo vicina per allentare la (positiva) tensione l’Ostiamare è già nel mirino. A Giacomo Demartis l’analisi della gara giocata e vinta con il Cassino e il punto della situazione in casa Sassari calcio Latte Dolce in  vista della prossima sfida di campionato.

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Ci racconti l’azione del gol? La tua corsa? L’urlo? L’abbraccio dei compagni? «Un’azione sulla sinistra, abbiamo dialogato io e Stefano Ruiu, che ha saltato il suo diretto avversario e accentrandosi dato palla a Daniele Bianchi che l’ha messa benissimo in profondità, io ho aggirato dall’esterno la difesa, stoppato la pala di petto, si è un po’ alzata e ho cercato di anticipare subito capendo che il portiere stava per intervenire. Sono stato bravo dai – sorride – ho agito distinto e l’ho anticipato, la palla è finita sotto la traversa. È andata bene. Una rete che ha dato una sterzata ad una gara che, sino a quel punto pur giocata bene da noi, ci stava condannando alla sconfitta. È stato bello».

Quanto era importante questo gol per Giacomo Demartis? «Sono contento perché, lo aspettavo da tanto questo gol. E nonostante sia chiaramente più importante il risultato di squadra a volte anche la gioia personale aiuta, a vivere meglio e a lavorare con più stimoli e un po’ più di sorrisi. Molto importante per me, la ia storia calcistica mi ha portato sempre ad avere un buon rapporto con il gol e l’assenza stagionale dal tabellino dei marcatori mi stava pesando, ma non perché io vada alla ricerca continua del gol ma perché l’essere sempre stato determinante era una consuetudine per me e quest’anno non ci stavo riuscendo per tanti motivi. Viviamoci questa gioia e spero ce ne siano altre nel proseguo del campionato».

E quanto era importante nell’economia del match in questo scorcio di stagione biancoceleste? «Importante sbloccare la partita. Stavamo giocando bene ma eravamo sotto, e non era proprio facile perché anche la settimana prima nonostante una grande prestazione negli ultimi 10′ abbiamo dilapidato vantaggio e partita che era in mano nostro. La lezione di Budoni ha dato i suoi frutti: allora avevamo dilapidato un vantaggio, stavolta abbiamo ribaltato in positivo il risultato. Contento di aver sbloccato io poi ci ha pensato il mitico Marco Cabeccia di testa».

Una panoramica sulla situazione del girone G? «Secondo me la squadra più attrezzata e forte è il Rieti del mio amico Gigi Scotto che è il giocatore più forte di questo campionato per me. La loro corsa ha avuto una battuta d’arresto con l’Albalonga seconda in classifica, il discorso vittoria campionato si riapre mai io in prospettiva promozione diretta tifo per il Rieti e per Gigi. Per quanto riguarda le sarde mi dispiace molto che in tante siano invischiate nella lotta per non retrocedere. Vedo il San Teodoro in crescita, il Budoni non penso avrà problemi a salvarsi grazie al suo impianto di gioco e alla sua buona consapevolezza. La Nuorese vive un momento più complesso, ha cambiato tanto e c’è della negatività dovuto a scarsi risultati e cambio di obiettivi. Tortolì e Lanusei si dovranno impegnare per evitare la retrocessione diretta».

Prossimo avversario? «Come il Cassino l’Ostiamare è squadra di alta classifica. È difficile giocare sul loro campo, piccolo e in sintetico, terreno di gioco dal quale loro escono spesso vincitori: non è un ambiente semplicissimo in cui giocare. Noi dovremo andare comunque lì a giocarci la nostra partita, perché penso siamo una squadra capace di giocarsela con chiunque. Se siamo determinati e cattivi credo che fare risultato sia possibile, con l’Ostiamare e con qualunque avversario. C’è da cambiare il nostro andamento fuori casa, perché oltre Tirreno siamo molto deficitari: speriamo di riuscirci già domenica».