Palla al presidente Roberto Fresu

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Palla al presidente

   ROBERTO FRESU FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE E PRESENTA LA SFIDA INTERNA AL CASSINO

«Contro Cassino massima concentrazione, cattiveria agonistica e lucidità»

Sassari, 01 febbraio 2018

Il Sassari calcio Latte Dolce si prepara ad affrontare Cassino, prossimo avversario in calendario del girone di ritorno biancoeleste. La sconfitta di Budoni brucia ancora sulla pelle dei sassaresi, perché arrivata contro una diretta concorrente e perché amaro finale di una gara condotta a larghi tratti e poi persa per un uno due fulminante mandato a segno dai padroni di casa. Non ci sono drammi da fare, la stagione è ancora molto lunga, ma il toro va subito preso per le corna perché a quota 25 punti la zona hot della classifica è alle spalle e un ulteriore passo falso vorrebbe dire avvicinarla ulteriormente. Il Sassari calcio Latte Dolce oggi ha 25 punti, quatto in più rispetto al Flaminia, nove più della Nuorese, quintultima forza del girone G. Dopo il ko della scorsa settimana Scanu e compagni sono stati superati dal Budoni – ora a quota 27 in compagnia della Lupa Roma – e sono staccati di una sola lunghezza dal Monterosi, attualmente a 26 punti. La salvezza va ancora conquistata, e messa al sicuro. A partire dall’appuntamento di sabato, ore 14,30 al Vanni Sanna, con il Cassino quinto della classe (37) in un match valido per la quinta giornata del girone di ritorno. Avversario tosto e carico di ambizioni il Cassino, da affrontare con l’obiettivo, ancora una volta, ben chiaro nella mente, confermare la categoria: vincere è ciò che serve per raggiungerlo. Il presidente Roberto Fresu fa il punto della situazione in casa biancoceleste e presenta la prossima gara interna di campionato:

«Chiaro che il girone di ritorno è paradossalmente ancora più difficile da decifrare e più tosto rispetto al girone di andata, perché le squadre si sono rinforzate, alcune hanno cambiato radicalmente volto sul campo, per provare a fare lo scatto decisivo verso l’alto o per dare una scossa alla loro classifica in chiave salvezza. Contro il Budoni abbiamo perso una partita che era di sicuro alla nostra portata. Una gara in cui l’avversario ci ha concesso tante occasioni per buttarla dentro e noi non abbiamo avuto la giusta cattiveria agonistica e la necessaria lucidità per colpire, capitalizzare e fare nostro il match. Lucidità che dobbiamo avere per tutti i novanta minuti. Dobbiamo restare concentrati e stare sul pezzo, ancora di più in questo momento in cui i punti iniziano ad essere pesanti, molto pesanti. Chi più chi meno, tutte le squadre in lotta per la conferma della categoria si sono rinforzate, perché nessuno vuole retrocedere. In due minuti a Budoni siamo passati da un ipotetico nono posto al dodicesimo: il match era da chiudere bene nel primo tempo, abbiamo dilapidato una posizione più tranquilla. La settimana di lavoro è già ripresa, gli errori vanno trasformati in insegnamenti e la rabbia in energia, perché sul campo bisogna dare tutto. E forse anche di più. Ora affronteremo Cassino e Ostiamare. Contro Cassino all’andata perdemmo su rigore al 92’, sabato arriveranno sulle ali dell’entusiasmo perché vogliono fare i playoff, sono squadra ambiziosa e vogliono salire di categoria. Non ci regaleranno nulla, e non è una novità. Noi sabato dovremo approcciarci al match con la giusta cattiveria agonistica, dovremo dare il 110%. Questa è una gara da vincere, perché poi c’è l’Ostiamare e perché le battute a vuoto sono pericolose. Ogni partita deve essere una finale, dobbiamo guardare avanti stando però bene attenti a chi c’è dietro. La stagione non è quella che pensavamo, dobbiamo pensare a salvarci, l’obiettivo è questo. I ragazzi devono stare molto più concentrati, tutti in tutti i reparti: attenti in difesa, lucidi e spietati in attacco. Noi come società abbiamo fatto e facciamo tutto il possibile. Non ci sono processi da fare, ci mancherebbe ma è giusto che tutti si assumano le responsabilità. Non possiamo più regalare una partita come domenica, come già accaduto con il Trastevere. Basta distrazioni, tutti sul pezzo. Non c’è pressione a livello dirigenziale, però l’invito è a dare di più: per la squadra, per i singoli giocatori, per lo staff, per il progetto».