QUATTRO CHIACCHIERE CON DANIELE BIANCHI

Daniele Bianchi foto Alessandro Sanna

Ottava giornata di campionato 2017-’18, la ripresa

  QUATTRO CHIACCHIERE CON DANIELE BIANCHI 

«Possiamo parlare di squadra in difficoltà, ma siamo certamente una squadra viva»

Sassari, 17 ottobre 2017

Domenica  si torna in campo: alle ore 15 al Vanni Sanna di Sassari arriva il Latina Calcio 1932. Il Sassari calcio Latte Dolce è reduce dal pareggio, 1-1, conquistato in Ogliastra in casa del Tortolì. Un pari che fa respirare, perché spezza una striscia negativa da 4 ko consecutivi in campionato e perché arriva dopo una settimana in apnea, vissuta a cavallo fra la sconfitta interna con l’Ostiamare, il cambio in panchina con il ritorno di mister Massimiliano Paba e una classifica che – nonostante sia ancora cortissima – diceva ultimo posto. Un pari che però fa anche arrabbiare i biancoclelesti, che in superiorità numerica e sbagliando anche un rigore il match lo avrebbero voluto vincere, per scacciare la scimmia dalle spalle, per invertire un trend negativo che fra prestazioni e un pizzico di sfortuna ha caratterizzato pesantemente questo inizio di campionato, per uscire da un tunnel che però, pur se in lontananza, fa intravedere i primi bagliori di luce. La squadra non ha perso, ha messo in cassa un punto, non ha alibi, non accampa alibi è già lavora duro per arrivare al meglio possibile al prossimo impegno. A Daniele Bianchi l’analisi della gara di Tortolì e il punto della situazione in casa Sassari calcio Latte Dolce in  vista della sfida al Latina:

Una breve fotografia del match di Girasole contro il Tortolì? «Abbiamo affrontato una squadra che, soprattutto in casa, può costruire le basi per raggiungere i suoi obiettivi. È stata una partita combattuta , equilibrata, con il Tortolì che ha impostato il suo match sulle ripartenze e ci ha creato qualche fastidio, almeno sino all’espulsione procurata da Francesco Virdis che ci ha permesso di giocare in superiorità numerica per 55′. Eravamo in svantaggio per 1-0 e quando una squadra si chiude per cercare di difendere il risultato, per giunta in 10, non è facile mantenere lucidità e calma, soprattutto nella nostra situazione, reduci da tre sconfitte di misura di cui le ultime due su calcio di rigore in aggiunta a quella con il Budoni, partita  meritavamo che meritavamo ampiamente di vincere. Siamo però stati bravi a continuare a spingere senza farci prendere dall’ansia, con equilibrio. Abbiamo avuto almeno quattro occasioni importanti, ma devo fare i complimenti alla squadra di mister Loi perché ha dimostrato di giocare con il cuore. Un plauso anche a Maurizio Floris, che si è rivelato decisivo per il risultato finale».

Il tuo gol? Sensazioni al fischio finale? «Il mio gol nasce da una percussione in area e si sviluppa lungo una serie di rimpalli, non ho grandi meriti tecnici solo quello di averci creduto. Avevamo tutti la sensazione di poter vincere la gara, per questo al fischio finale, e anche dopo, c’era in noi l’amaro dell’aver aver lasciato sul campo due punti. Ora dobbiamo concentrare le nostre energie solo ed esclusivamente sulle cose positive, spero possa essere il primo mattoncino verso la nostra risalita di classifica».

Come giudichi l’atteggiamento del tuo team: c’è stata una reazione? «Analizziamo le ultime tre partite prima dell’ultima trasferta: quella contro il Budoni è stata una gara dominata, come dimostrato i dati sulla produzione offensiva dei nostri avversari: un tiro in porta subito, il gol, e uno fuori dallo specchio; a Cassino, su un campo difficile, ci ha condannato un calcio di rigore a 40” dalla fine; la partita in casa con l’Ostiamare è simile a quella di Budoni, ma oggettivamente abbiamo creato un po’ di meno. Giustamente nel calcio comandano i risultati, ma per costruire un percorso di crescita bisogna andare oltre e analizzare in maniera approfondita e oggettiva: possiamo parlare di una squadra in difficoltà, ma siamo comunque di una squadra viva. Se, come si dice, il risultato è determinato per il 50% da episodi e per il 50% da cuore, preparazione e motivazioni, noi non possiamo fare altro che lavorare sull’aspetto che possiamo controllare: la seconda metà. Non è la reazione che è mancata, sono i risultati positivi, quelli che ti aiutano e ti danno una mano anche a livello psicologico».

Cosa occorre fare ora per dare continuità al vostro percorso? «Non posso rispondere io a questa domanda. Nel calcio comandano i risultati, e noi come giocatori, molto semplicemente, dobbiamo cercare di dare una mano in proposito».

Prossimo avversario? «Incontriamo il Latina, una squadra con una rosa attrezzata per puntare al ritorno tra i professionisti: hanno pagato lo scotto iniziale della partenza in ritardo e, dopo un inizio difficoltoso, in cui hanno perso due partite su tre, sembrano aver trovato un equilibrio e una continuità consoni al valore della squadra. Noi dobbiamo restare concentrati su noi stessi e pensare solo a noi, pur avendo il giusto rispetto per gli avversari ma affrontandoli a prescindere dal loro blasone».