QUATTRO CHIACCHIERE CON SIMONE RAVOT

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Quarta giornata di campionato 2017-’18, la ripresa

  QUATTRO CHIACCHIERE CON SIMONE RAVOT 

«Basta scusa, è arrivata l’ora di tirare fuori un po’ di cazzimma»

Sassari, 26 settembre 2017

Non è il momento di abbattersi. Non è il momento di piangersi addosso. È certamente il momento di riflettere su quanto accaduto, di analizzare gli errori commessi, di resettare tutto a partire dall’allenamento di ripresa del martedì e di ripartire, arrabbiati e determinati, a caccia dell’unico antidoto possibile: la vittoria. Questo l’imperativo che risuona forte in casa Sassari calcio Latte Dolce. Questa l’unica via da percorrere per lasciarsi alle spalle le sconfitte che minano la fiducia ma non possono annebbiare potenzialità e carattere. Serve l’esperienza dei grandi, serve la verve dei giovani. Serve l’entusiasmo che circonda un progetto che guarda lontano ma vuole vivere al meglio il suo presente. Serve una settimana da “bava alla bocca”, serve una risposta agli stimoli dati al gruppo da mister Marco Sanna, e nonostante l’impegno non sia mai stato in discussione serve dare ancora di più perché sino ad ora, quanto fatto non è bastato. Nessun dramma, e ci mancherebbe. Ma tanta voglia di riscatto: un obbligo, quasi un dovere.  A Simone Ravot l’analisi della gara di Rieti e il punto della situazione in casa Sassari calcio Latte Dolce:

Il match di domenica? «La partita contro il Budoni non era certo una partita facile, anzi. Abbiamo giocato contro una squadra organizzata e a parer mio ben messa in campo. Abbiamo affrontato un avversario che aveva fame e bisogno di punti, proprio come noi. Per una nostra disattenzione difensiva, su un loro lancio lungo che ha generato l’unico tiro fatto, ci hanno punito».

Cosa è mancato al Sassari calcio Latte Dolce? «È mancato un po’ di cinismo. Bisogna essere più concreti, in ogni parte del campo: dal portiere all’attaccante. Bisogna avere fame di punti, fame di vittoria. Bisogna scendere in campo sempre per vincere, lottare e metterci il cuore perché solo l’impegno purtroppo non basta. Bisogna essere affamati, cattivi e arrivare prima dell’avversario su ogni pallone. Bisogna stare sempre concentrati perché in questa categoria ti rischi di essere punito alla minima disattenzione».

Quale dovrà essere la risposta della squadra? «Si risponde lavorando duro durante le settimana. Se sino ad ora si è dato il 100%, bisogna dare il 200% . Ripeto, l’impegno che ci abbiamo messo non è bastato, dobbiamo fare un esame di coscienza,  ognuno con sé stesso, bisogna remare e ragionare tutti sullo stesso obbiettivo: lo stiamo facendo, siamo una squadra e vogliamo dimostrarlo. E soprattutto, bisogna avere umiltà, non pensare di essere arrivati. Occorre superare i nostri limiti, e solo con il lavoro in settimana ci si può riuscire».

Il mister ha chiesto al gruppo di assumersi le sue responsabilità: «In campo andiamo noi, non di certo il mister. Lui ci allena, ci prepara al meglio per la gara, e cerca di trasmetterci le sue idee. Dobbiamo affidarci a lui e seguirlo, mettendo in campo quello che proviamo in settimana. Si, ognuno di noi deve prendersi le sue responsabilità, gli attori in campo e gli artefici di un eventuale successo siamo noi giocatori, non l’allenatore».

Il prossimo impegno? «Con Cassino sarà una gara altrettanto difficile, contro un avversario importante. Bisogna iniziare a fare punti, in qualsiasi modo, basta scuse. Domenica si scende in campo per vincere, con la bava alla bocca, pronti ad aiutarci tutti insieme in campo, pronti a correre per il nostro compagno. Dobbiamo avere tutti l’obbiettivo di vincere, perché siamo una squadra che per le qualità che ha deve vincere. Ma dobbiamo vincere soprattuto per noi stessi. È arrivata l’ora di tirare fuori un po’ di cazzimma».