Palla al nuovo dirigente Alessandro Gadau

Alessandro Gadau - foto Diario Sportivo

Allargare gli orizzonti e ragionare in prospettiva

Palla al nuovo dirigente Alessandro Gadau

«L’Atalanta, modello da seguire per migliorare ulteriormente» 

Sassari, 14 agosto 2017

Sassari calcio Latte Dolce: allargare gli orizzonti e ragionare in prospettiva. Il club biancoceleste corre verso il suo più prossimo futuro, lo start del campionato di serie D 2017-’18. La società punta sul suo essere, su un progetto made in Sardegna e – come sempre – sul suo Settore Giovanile -, programma guarda lontano, raccogliendo spunti, idee e esperienze che possono essere d’aiuto a cementare le fondamenta della squadra, e dell’idea. Alessandro Gadau, centrocampista classe 1981 con una buona esperienza maturata per i campi della penisola e dell’Isola, è uno dei nuovi alfieri dello scacchiere biancoceleste. Ha avuto un ruolo importante in fase di raggiungimento dell’accordo con l’Atalanta, nuovo punto fermo di un percorso di crescita che partendo dalla formazione dei tecnici mira a migliorare la qualità dell’opportunità offerta ai giovani calciatori del vivaio. Una risorsa in più Gadau, a disposizione del team dirigenziale e pronto a fare la sua parte quando chiamato in causa.

Che idea ti sei fatto del progetto Sassari Latte Dolce? «Nessuna idea in particolare, son contento che si stia iniziando a far le cose in una certa maniera. Questo però è solo l’inizio per come la vedo io. Si stanno costruendo le fondamenta. Il calcio è una cosa seria e come tutte le cose serie va preso con le giuste misure».

Quanto è importante scommettere sui giovani, prerogativa della società biancoceleste? «Purtroppo in questi anni pochi hanno capito che parte tutto dalla programmazione, dai giovani, dal settore giovanile e dalle strutture che, purtroppo, in Sardegna sono carenti. I giovani sono linfa vitale per le società calcistiche che vogliono crescere».

Alla luce di quanto sopra scritto, quanto è importante l’accordo siglato con l’Atalanta? «Il Sassari calcio Latte Dolce in precedenza ha già svolto un ottimo lavoro, che attraverso l’affiliazione con l’Atalanta non può che migliorare ulteriormente, in considerazione del fatto che stiamo parlando di uno dei settori giovanili migliori d’Europa. L’Atalanta oltre ad essere un esempio dal punto di vista tecnico, rappresenta un modello sotto l’aspetto dello stile di comportamento e della serietà per i tecnici, i dirigenti, gli addetti ai lavori e, di conseguenza, i ragazzi».

Un team tutto sardo e a fortissime tinte sassaresi: un commento a riguardo? «Ho iniziato a gravitare nell’orbita di questo progetto perché coinvolto da Pierluigi Pinna ed Andrea Maddau: solo loro potevano farmi tornare la voglia di riavvicinarmi al calcio. Son ragazzi seri e veloci in tutto quello che fanno, ci mettono passione e questo non può che essere un motore trainante per tutti noi. Sono contento per le scelte che si stanno facendo all’interno della società».

Valorizzare le risorse del territorio: esigenza reale per chi fa sport a questo livello? «Il fatto che ci siano tutti giocatori sardi mi riempie di orgoglio. Sono convinto che in Sardegna ci siano ottimi giocatori e che spesso si sia andati e si vada alla ricerca di alternative oltre Tirreno senza valorizzare quello che di buono abbiamo in casa. Alcuni dei nuovi acquisti oltretutto sono stati miei ex compagni di squadra o avversari con cui ho condiviso tante battaglie sportive: li conosco personalmente, e sono stati scelti anche per il fattore umano perché sono prima di tutto uomini, che nel momento del bisogno tirano fuori il meglio anche dagli altri».

Che stagione sarà, secondo te, quella che attende la squadra? «Le aspettative a mio avviso son buone. Sono convinto che faremo un bel campionato e che ci divertiremo. La coesione fra i vecchi e i nuovi giocatori, unita alla crescita dei giovani che costituiscono comunque un fulcro importante della squadra, saranno elementi fondamentali».