Fine campionato: la parola al presidente Roberto Fresu

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Il Latte Dolce celebra la storica salvezza in serie D

La parola al presidente Roberto Fresu

«Stagione magica, ora costruiamo il futuro. Forza Latte Dolce, forza SASSARI»

Doveroso chiedere al presidente del Latte Dolce Roberto Fresu un breve bilancio di fine stagione: «Chiusa la stagione è tempo di riflessioni, di bilanci. Un passo indietro: nel 2013-’14 abbiamo disputato per la prima volta il campionato di serie D, retrocedendo immeritatamente in Eccellenza con 43 punti con un playout sfavorevole. Eravamo ad un bivio: ripartire dalla stessa intelaiatura o ricostruire un team per l’Eccellenza composto solo ed esclusivamente da giovani. Consci delle difficoltà legate alle numerose criticità nel nostro territorio ma forti dell’esperienza maturata, con Adriano Fantoni, amico e direttore sportivo del club, abbiamo convinto gli altri dirigenti che bisognava tentare di tornare nel breve periodo alla ribalta della D. I dubbi iniziali sono stati fugati con l’arrivo di mister Massimiliano Paba e di nuovi giocatori: nuova linfa per un nuovo progetto da sviluppare nel segno della continuità».

Una salvezza fondamentale che è un premio all’impegno di tutti: «Abbiamo capito subito una cosa: una squadra di calcio per essere solida non può prescindere dalla solidità societaria, da una organizzazione capace di formare e guidare il nuovo gruppo nell’affrontare nuove sfide. Morale della favola? Nelle ultime tre stagioni sono arrivate una partecipazione ai playoff, un campionato vinto in Eccellenza e, momento più bello e gratificante, la storica conferma della categoria conquistata con tre giornate di anticipo nel campionato appena concluso. Questa salvezza e la vittoria di tutti, nessuno escluso: gli atleti, il mister, lo staff, il Settore Giovanile nella sua totalità e l’organizzazione che fra magazzinieri, segreteria e ufficio stampa lavora dietro le quinte. Ancora, non certo ultimi, è merito dei dirigenti, al servizio della società senza chiedere niente in cambio ma donando tutti i giorni alla causa parte del loro tempo».

Una serie di sinergie a 360° hanno permesso di tagliare il traguardo più ambito: «Doveroso ringraziare le aziende del nostro territorio, Abinsula, Matica e Unipol: citarne alcune per elogiarle tutte, perché in tanti hanno creduto nel nostro progetto. Con loro siamo in debito, debito di riconoscenza che promettiamo di saldare con l’impegno e i risultati capaci di compensare la generosità di chi ci ha consentito di esistere: grazie di averci sostenuto. L’essere riusciti ad affermarci nel tempo come fenomeno sociale, in considerazione della straordinaria adesione al progetto biancoceleste, va ricondotta al lavoro svolto in questi ultimi 10 anni da noi dirigenti: solo formando i giovani si può arrivare, oggi, ad essere un modello e punto di riferimento per le tante società sportive isolane che fanno il nostro stesso percorso».

La tradizione nel segno dell’innovazione: «Così siamo arrivati alla versione Latte Dolce 2.0. In un anno abbiamo creato l’Academy, progetto che ha bruciato le tappe. L’esperienza si acquista solo sul campo ed è per questo che abbiamo iscritto sin da subito le squadre Giovanissimi e Allievi ai campionati provinciali di riferimento, perché per i nostri ragazzi era l’unico modo per confrontarsi con il sano agonismo sportivo. Sono arrivati ottimi risultati e le nostre squadre disputeranno le finali nazionali a Roma (Tim Cup) e Cesenatico. La vittoria più bella è aver dato la possibilità al quartiere di Latte Dolce e alla città di Sassari di avere una società sportiva di cui andare fieri. La pazienza di aspettare i risultati ci ha dato la possibilità di lavorare tranquilli e con serenità, ma voltandoci indietro ci accorgiamo di aver svolto una grande mole di lavoro pur essendo solo all’inizio. Cosi come sappiamo bene di aver trascurato, per mancanza di tempo e risorse umane, altri aspetti importanti e vitali per la sopravvivenza stessa del progetto».

Il presente è florido, il futuro?«Ora è il momento di accogliere e inserire nuove forze all’interno della nostra società, nuovi dirigenti che portino idee, entusiasmo e stimoli. È stato un bel periodo, gli ultimi tre anni sono stati importanti e oggi la nostra realtà fa parte a pieno titolo del panorama calcistico regionale e nazionale. Sono fiero e siamo fieri di aver fatto qualcosa di grande, forse di unico. Guardando avanti, con positivo ottimismo, dico che la formazione di una nuova dirigenza offrirà le linee guida per affrontare il futuro prossimo, ma anche quello più imminente (vedi prima squadra). Ed è proprio nell’ottica di rinnovamento e ampliamento della base dirigenziale che ci confronteremo per il bene della nostra società, d’altronde siamo tutti intercambiabili, nessuno escluso».

Si stacca la spina, ma è solo un arrivederci:«Sono già in cantiere nuove sfide e nuovi progetti, perché vogliamo che l’idea di un calcio sano e pulito non sia una utopia ma sia portata avanti e sia alla portata di tutti. In chiusura, un sincero arrivederci ai nostri tifosi, sostenitori e simpatizzanti. Ma un saluto lo inviamo anche ai nostri detrattori. Ci auguriamo di dare ai primi occasione di sostenerci con ancora più entusiasmo nella speranza che gli altri possano cambiare idea. Forza LatteDolce, forza SASSARI».