Quattro chiacchiere con MARCO CARBONI

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Quattro chiacchiere con

l’attaccante biancocelste MARCO CARBONI

«Quando il mister ha puntato su di me, so di averlo ripagato alla grande. Sono felice»

Sassari, 11 aprile 2017

Il Latte Dolce calcio si gode il successo conquistato sul difficile campo del Trestina, team che a 39 punti in una pur tranquilla posizione di classifica, non ha regalato niente ai biancocelesti a caccia di punti utili a cementare il progetto salvezza. Non ha regalato nulla la squadra di mister Zampagna, ed anzi ha provato in tutti i modi a mettere i bastoni fra le ruote a Delrio e compagni, con le buone e con le cattive: al termine di un match senza esclusione di colpi, spigoloso e ruvido però sono state la voglia e la grinta biancoceleste a spuntarla. Grazie alla rete di Marco Carboni il Latte Dolce è ora ad un passo dal suo obiettivo stagionale: la salvezza. Il prossimo turno regalerà ai ragazzi di mister Massimiliano Paba i 3 punti della sfida con il Foligno (ritirato), a quel punto alle spalle dei biancocelesti la sanità si farà particolarmente ripida e solo un incredibile incastro di risultati nelle prossime partite potrebbe minare il taglio di una traguardo che, comunque, è ancora da tagliare. Il momento del team nelle parole di Marco Carboni.

Il gol segnato al Trestina? «Devo essere sincero, segnare questo gol è stata una vera e propria e liberazione, un’emozione che non provavo da diverso tempo. Poi, l’abbraccio dei compagni mi ha fatto venire i brividi, una cosa che non dimenticherò».

Che partita è stata domenica? «Contro il triestina è stata una partita maschia, non sono mancati l’agonismo e la voglia di arrivare su ogni pallone, contro un avversario che nonostante non avesse nulla da chiedere al campionato ci ha dato filo da torcere, non ha mollato un centimetro. Hanno tenuto botta per tutta la gara, a tratti in modo non corretto, ma noi ci siamo fatti rispettare alla grande».

Cosa vi siete detti a fine gara nello spogliatoio? «Nulla in particolare, è stata una festa. Un’esplosione di felicità difficile da descrivere, il termine esatto l’ho già usato anche per quanto mi riguarda: una liberazione».

Un gol che pesa tantissimo in chiave campionato? «Potrebbero essere tre punti determinanti per il nostro campionato, la matematica ancora non lo dice..ma siamo veramente ad un passo, quasi salvi. Quasi tranquilli».

La tua stagione biancoceleste? «Non è stata una stagione semplice per me, ho giocato molto poco e quando stavo per trovare il mio spazio mi sono fatto male alla caviglia: di nuovo tutto buio. Ma questo non mi ha abbattuto e sono tornato in pista, disposizione. Sono una persona obbiettiva, davanti a me c’è Simone Ravot, classe ’96 come me, con lui abbiamo trovato un equilibrio perfetto, è un giocatore di altre categorie oltre ad essere un ragazzo meraviglioso, giustamente il mister sceglieva lui. Non ho mai detto una parola, in panchina volevo essere il primo tifoso, che giocassi o no: è fare il bene della squadra saper accettare le decisioni, inutile lamentarsi. Anche perché non sono l’unico ad essere rimasto in panchina, se ognuno si dovesse lamentare per questo si creerebbero situazione nocive al gruppo. Sono contentissimo perché quando il mister ha puntato su di me, so di averlo ripagato alla grande. Il bello del calcio: tutto l’anno a soffrire, in silenzio, e poi tocchi un pallone, lo butti dentro, e diventa un gol pesantissimo. Un gol importante, ma non è certo questo il gol che vale una salvezza, la salvezza è di tutti: il nostro portiere al 44′ ha fatto una parata che ci ha salvato. Il mio è stato solo un pur importante contributo».

La salvezza è sempre più vicina? «Era l’obbiettivo prefissato sin da agosto. Era difficilissimo, non credo che molti avrebbero scommesso sulla nostra salvezza a inizio campionato. Noi però abbiamo lavorato e sudato tantissimo e alla fine sembra che qualche risultato sia arrivato. Ora pensiamo a tagliare il traguardo della matematica».

Quanto è importante per un giovane come te fare parte di questo progetto? «È stata ed è un esperienza bellissima, vissuta in una società serissima. È stato davvero un piacere esser stato contattato dal mister per questo progetto: devo ringraziarlo per avermi regalato quest’esperienza fantastica».

I tuoi compagni? Il mister? «I miei compagni sono la cosa migliore che potessi trovare. Uno spogliatoio di uomini per bene , ragazzi fantastici, mai avuto un problema con qualcuno di loro, sarebbe impossibile. Ho avuto la fortuna di conoscere persone che non dimenticherò facilmente. Un immenso Grazie a loro, davvero. Mister Paba lo conoscevo da tanto tempo, mi ha dato fiducia nonostante l’anno scorso non avessi praticamente giocato. Mi ha buttato lì in mezzo, non smetterò mai di ringraziarlo di questo».

Il tuo obiettivo personale? «Obbiettivo persona già raggiunto: un gol pesante che potrebbe valere la salvezza del Latte Dolce».