Quattro chiacchiere con Luca Ruggiu

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Parla il centrocampista biancoceleste

«Non dobbiamo aver paura di nessuno, perché è la paura il nostro peggior nemico»

Sassari, 21 febbraio 2017

Il Latte Dolce calcio riprende a lavorare sul campo dopo il corroborante successo sull’Avezzano che dà ossigeno alla classifica e consapevolezza al team allenato da mister Massimiliano Paba. Il 2-1 finale e frutto di una gara bene interpretata, risolta dalle giocate di uno dei veterani del club, Luca Ruggiu, e dal bomber Paolo Palmas. Proprio Ruggiu, centrocampista con il vizio del gol, analizza il momento biancoceleste fra obiettivi, prossimo impegno e vittoria ritrovata.

Quando il Latte Dolce incrocia l’Avezzano è come un toro davanti ad un mantello rosso. «Sicuramente fare sei punti in due partite con un avversario che punta ai playoff non è facile, ma volevamo i tre punti a prescindere da chi avevamo di fronte. Siamo partiti forte, con la testa giusta. Se vai sopra di due gol nei primi 20′ tutto diventa più semplice. Al contrario di altre volte: partivamo bene, facevamo bene ma senza riuscire a concretizzare e alla fine subivamo il gol. Mi è piaciuta la nostra voglia di aiutarci a vicenda, il non aver paura di giocare la palla».

Un gol alla “Ruggiu” con tanto di grintosa esultanza: «Il gol è stato una liberazione. Ne avevo bisogno, sembrerà strano per un centrocampista ma io scendo sempre in campo con la convinzione di segnare. Restare così tanto tempo a secco mi girava di brutto. Quando ho visto partire la palla già sapevo che Mereu l’avrebbe messa forte sul primo palo: ho tagliato bene fra i due marcatori e l’ho colpita più forte ché potevo. Gol, vantaggio, festa».

Classifica strana nel girone G di serie D: su chi si fa la corsa? «La classifica in questa categoria può ribaltarsi in poche giornate, sopratutto nella zona bassa. Servono tre/quattro risultati utili consecutivi e sei messo bene, poi perdi due partite e sei di nuovo punto a capo. Questo accade perché anche chi sta dietro gioca alla morte, vedi Torres e Città di Castello, squadre che stanno facendo di tutto per mantenere la categoria. Ogni gara è imprevedibile, ma il nostro obiettivo è uscire dalla zona playout. Aspettiamo il ricorso sulla gara di Foligno con ottimismo e nel frattempo ci prepariamoci per la prossima gara dove è importante andare ancora a punti».

Come sta il Latte Dolce? «Dopo la vittoria di domenica sicuramente meglio delle scorse settimane: avevamo paura di sbagliare e si notava anche sul piano del gioco. La palla scottava ma domenica no, domenica era tutto diverso. Domenica abbiamo giocato come sappiamo, sicuramente il doppio vantaggio ci ha aiutato e infatti abbiamo avuto altre occasioni per fare il terzo gol continuando a giocare in maniera molto fluida. Dobbiamo continuare così».

In cosa avete migliorato e in cosa dovete migliorare? «Abbiamo migliorato in difesa sulle palle inattive, situazioni in cui stavamo prendendo troppi gol. Ma soprattutto abbiamo migliorato nella voglia di imporre il nostro gioco: la palla la vogliamo avere noi e l’abbiamo avuta noi. Sapevamo che Avezzano sarebbe stato molto aggressivo, come da loro mentalità, ma il muoversi bene e la qualità delle giocate ha portato tutti a interpretare al meglio l’incontro».

Hai ritrovato il gol, fisicamente invece un po’ di sfortuna: come ti va? «La mia stagione è stata travagliata. Non è facile riprendere il passo degli altri in una categoria dove vanno tutti a mille all’ora. Però mi sono allenato forte nei tre mesi in cui sono rimasto fermo. Non volevo farmi trovare impreparato, perché sapevo che il rientro sarebbe stato duro. Ora ho un fastidio a un tendine dell’anca che mi porto avanti già da un po’, ma non voglio fermarmi. Domenica arrivati a un punto troppo importante della gara non mi sentivo più al cento per cento, ero condizionato nei movimenti. Sapevo però che in panchina c’è chi poteva dare una mano più di me in quel momento e ho chiesto il cambio: complimenti a chi è entrato».

La partita con il Flaminia ? «La gara che verrà è sempre la più importante. Non voglio dilungarmi: cercheremo ovviamente di fare punti. È uno scontro diretto quindi le motivazioni saranno tante e forti».

Un messaggio ai tuoi compagni? «Non dobbiamo aver paura di nessuno, perché è la paura il nostro peggior nemico: nello sport come nella vita. Questo vale soprattuto in questo momento della stagione. Dobbiamo giocare ogni partita come se fosse l’ultima».