Quattro chiacchiere con il centrocampista CARLO PIGA

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«Servono ancora più fame e cattiveria agonistica: già domenica prossima affronteremo una partita tosta che però, in qualunque modo, dovrà essere nostra»

Il Latte Dolce calcio punta dritto al prossimo bersaglio, l’Avezzano, riflette sugli errori commessi a Città di Castello nell’ultimo turno del campionato di serie D di calcio (girone G), alimenta con un punto comunque importante la sua classifica e mette a fuoco l’obiettivo: la conferma della categoria. I sassarese sono attestati al margine alto della zona playout. La corsa, attualmente, è da fare sul Lanuse, con uno sguardo alle spalle e la convinzione che nulla è impossibile in una stagione di sofferenza, certo, ma ancora lunga e tutta da decidere. Il momento biancoceleste nelle parole del centrocampista Carlo Piga:

Il pareggio di Città di Castello? «Sicuramente non è stata una delle nostre migliori partite anche perché abbiamo preso gol dopo due minuti e poi è difficile segnare ad una squadra che si difende in undici dietro il pallone. Però non abbiamo mai mollato, pur non giocando benissimo abbiamo fatto tre gol di cui due sono stati annullati in modo molto frettoloso. Come si vede dalle immagini il primo di Ruggiu è chiaramente regolare, il secondo del bomber Usai lascia spazio a qualche dubbio e già contro il Sansepolcro era stato annullato un gol a Palmas che, a mio avviso, era invece regolare».

Quanto era importante la gara e quanto è stato importante pareggiarla seppur in extremis? «Diciamo che era fondamentale non perdere, perché era una sfida con una diretta concorrente. Per come si è messo il match raccogliere un punto al 94′ è stato provvidenziale, visti anche i risultati di chi ci precede. Abbiamo mosso la classifica..».

La tua stagione biancoceleste? «Non è partita nei migliori dei modi, a giugno ho subito un intervento al setto nasale che ha condizionato un po’ la preparazione e l’inizio della mia stagione. Però non cerco scuse, ho faticato ad entrare in forma e soprattutto ad adeguarmi a questo mio primo campionato di serie D. Ora che mi sento meglio provo sempre ad essere d’aiuto alla squadra quando vengo chiamato in causa. A Lanusei è arrivato anche il gol, ma nemmeno ho potuto gioire visto che è arrivato sul 3-0 per gli avversari. Però è stata una piccola soddisfazione personale. Spero di poter fare la mia parte in questo finale di stagione».

La tua carriera calcistica? «Non ho sfruttato al meglio gli anni da fuori quota come fanno ora i più giovani, però non si può tornare indietro. Sono sempre stato parte delle giovanili delle squadre professioniste, Torres e Alghero con mister Paba. Da fuori quota ho fatto tre anni di Berretti viaggiando per l’Italia e facendo belle esperienze. L’ultimo anno ad Alghero mi era stato proposto un pre contratto con la prima squadra: poi il fallimento, sono stato svincolato e sono ripartito dalla Torres in Eccellenza. Qualche soddisfazione me la sono tolta con la maglia rossoblù, quella che tifo sin da bambino: il primo anno – ultimo da fuori quota  – abbiamo vinto i playoff regionali contro il Fertilia perdendo poi in semifinale nazionale; il secondo anno, il primo da “grande”, ho faticato a trovare un posto da titolare, però alla fine ho collezionato 18 presenze e abbiamo vinto campionato di Eccellenza e Coppa Italia regionale, eliminati poi alla fase nazionale. A quel punto la dirigenza ha fatto scelte differenti e ho deciso di tornare ad essere allenato da mister Paba, sono andato al Fertilia: grandi soddisfazioni prima che smantellassero la squadra, con vittoria dei playoff regionali e sconfitta in finale nazionale. Poi metà stagione al Castelsardo, team che ho lasciato da quinto in classifica per provare a vincere il campionato con il Latte Dolce. Il primo anno non ci siamo riusciti e abbiamo perso la finale regionale, ma l’anno scorso mi sono goduto a pieno la vittoria del campionato di Eccellenza con un gruppo di amici bellissimo. Quest’anno giochiamo la salvezza in serie D».

Come giudichi questo campionato? «Rispetto a quello di eccellenza è sicuramente molto più dispendioso a livello fisico. In gara c’è molto più agonismo e durante la settimana devi prepararti molto bene. Lo vedo però molto equilibrato. All’inizio pensavo ci fosse più divario tra le squadre in corsa, invece tutti se la giocano con tutti. Sarà sempre così, sino alla fine. Ma noi possiamo dire la nostra».

Dove può arrivare il Latte Dolce? «Ce la metteremo tutta per raggiungere la salvezza il prima possibile. Da qui alla fine saranno tutte finali e dobbiamo fare più punti possibili. Dovremo entrare in campo dal primo minuto col coltello tra i denti e cercare di portare a casa più i punti salvezza».

Cosa è mancato sino ad ora? «Forse un po’ di cattiveria agonistica, la fame che serve per arrivare alla vittoria. A livello tecnico ci siamo alla grande e ce la giochiamo sempre contro chiunque. A livello di contatto fisico e cattiveria ci manca sempre un pizzico di fame in più: per raggiungere la salvezza dobbiamo colmare questo divario».

Lo dicono tutti i tuoi compagni: la vostra forza è il gruppo. Confermi? «La nostra forza in questi anni è stato proprio l’affiatamento. Si è stretto un legame fortissimo fra noi anche fuori dal campo ed è normale quindi che proprio in campo ci aiutiamo l’uno con l’altro. Per raggiungere l’obbiettivo dovremo continuare ad essere così».

Obiettivo personale? «Arrivare alla salvezza con questa maglia. Solo dopo la conferma della categoria si potrà pensare agli obiettivi personali. Spero di dare il mio contributo alla causa Latte Dolce e poi tireremo le somme per il futuro».

La prossima partita? «Domenica sarà importante interpretare la partita come all’andata. Io non c’ero causa infortunio ma so che i miei compagni avevano dato l’anima per arrivare ad una vittoria arrivata meritatamente. Quindi già da oggi alla ripresa degli allenamenti dovremo concentrarci per affrontare una partita tosta che però, in qualunque modo, dovrà essere nostra. È importante vincere e fare punti per risalire la classifica. Entreremo in campo con la fame giusta e cercheremo di non regalare niente a nessuno. Abbiamo bisogno di punti».